Letteralmente si può tradurre il termine coach come cocchiere, colui che ti porta da un punto ad un altro in un percorso preciso. Il coach lavora sul gap, cioè lo spazio che intercorre fra un punto e l'altro. Ciascuno ha un gap da colmare, quindi un pezzo di strada da fare per raggiungere uno stato desiderato che non appartiene ancora alla sua esperienza di vita attuale.

Nello specifico aziendale, il coach fornisce assistenza individuale tecnico - pratica ad un'altra persona, che prende il nome di coachée, per aiutarla a raggiungere una più completa comprensione di tutte le dimensioni presenti nel proprio ruolo di lavoro ed una maggior consapevolezza dei punti di forza e di debolezza posseduti per raggiungere la pienezza del ruolo attuale o un programmato sviluppo di ruolo o di carriera. Questa descrizione ben rappresenta colui che viene definito come executive coach.
Il life coach, invece, è un processo di coaching che lavora su obiettivi rientranti nell'area personale. Il life coach, ad esempio, lavora per il miglioramento della qualità di vita personale rispettando l'ecologia del soggetto. Usando una metafora, il life coach potrebbe essere definito come il "terapeuta della vita".

In realtà, dal nostro punto di vista, il coach è, prima di tutto, uno stato mentale. Per essere un coach efficace, infatti, non basta possedere e padroneggiare delle tecniche di coaching, ma ci vuole molto di più. E' necessario possedere un preciso stato mentale che definisce la professionalità del coach. Questo stato mentale è acquisibile e sviluppabile attraverso un attento e preciso lavoro su se stessi. Il coach necessita prima di tutto di un training su di sé, poiché avendo vissuto un'esperienza in modo diretto è più facile comunicarla e trasmetterla ad altri.

Il metodo che ci permette di fare tutto ciò è il metodo SFERA, compreso ed applicato su sé stesso prima di utilizzarlo nella propria professione di executive coach o life coach.